Milano Unica è il salone italiano dei tessuti e degli accessori per l’abbigliamento. Davide ci entra per la prima volta nel 2007.
Da allora la ricerca delle aziende giuste non si è mai fermata. È cominciata prima ancora del marchio, che Davide fonda nel 2015 con il fratello Giuseppe, ed è andata avanti dopo: appuntamenti, prime produzioni, fiere per incontrarne di nuove.
Dal 5 al 7 febbraio 2019, per la ventottesima edizione, Davide torna nei padiglioni di Fiera Milano a Rho insieme a Giuseppe.
Al ritorno, Davide racconta quei giorni su Instagram, un post dopo l’altro dal 12 al 19 febbraio.
«Sono passati dodici anni dalla mia prima volta a Milano Unica: ero uno studente in visita con la classe dell’accademia. Quest’anno mi sono presentato come azienda, un’emozione “Unica” come la fiera.»


In fiera si guarda già alla primavera-estate 2020. L’Area Tendenze ha come tema la musica e propone tre percorsi creativi: «2050 Bon Bon Jazz», «2070 Funky Tabbouleh» e «2080 Cous Cous Rap».

C’è anche il Giappone, con il Japan Observatory e i suoi tessuti: la sera la sua festa e, come regalo, due piccoli portafortuna.



Da un padiglione all’altro, lo sguardo di Davide va anche all’architettura della fiera e alla grande copertura in vetro e acciaio.

«Cerco ispirazione nell’architettura, nell’arte, nel cinema, nel teatro, nella musica, nelle persone, nel mondo, nella vita.»
Fra gli stand, Davide e Giuseppe presentano il loro lavoro alle aziende. Alcune ne restano colpite, e da quegli incontri nascono nuove collaborazioni: stamperie di Como, produttori di tessuti e di accessori.
Le sete della maison sono sempre state stampate a Como, ma le stamperie sono cambiate più volte. Il limite era quasi sempre lo stesso: il disegno usciva bene sul dritto, mentre sul rovescio il colore restava sbiadito, poco visibile. Davide e Giuseppe non si accontentano e continuano a cercare. Chissà se la risposta arriverà fra qualche anno…









